mercoledì 27 maggio 2009

Santorini, la mia isola azzurra


In Agosto 2007 io ed il mio ragazzo, dopo anni che la sognavo, siamo partiti per l’isola di Santorini.Abbiamo prenotato tramite agenzia, spendendo circa 1.000,00 Euro a testa con TEOREMA, una settimana in mezza pensione all’hotel Thalassa Seaside Resort, a Kamari. Abbiamo scelto questo hotel solo perché affacciato direttamente sul mare, sulla spiaggia di ciotoli. Partiamo il giorno 2 AGOSTO 2007 alle ore 7.15, con volo VOLARE AIRLINES diretto all’aeroporto di Thira, il viaggio dura circa due ore e mezza. A bordo ci servono la prima colazione e sono molto cortesi nel servizio. Una volta atterrati a Santorini aspettiamo un’infinità le valigie al nastro e una volta recuperate ci dirigiamo fuori dall’aeroporto in attesa di incontrare l’assistente locale, Silvia. Un pullman ci accompagna fino al nostro hotel nel giro di 30 minuti, una volta arrivati troviamo una gran confusione in quanto i pulman erano due e le persone vengono fatte scendere in mezzo alla strada strettissima davanti all’hotel. Entriamo ed abbiamo subito il briefing con Silvia, ci illustra la piantina di Santorini e ci spiega le principali caratteristiche dell’isola, mentre beviamo un succo d’arancia. Quando è tutto chiaro un ragazzo del personale ci accompagna al nostro bungalow, continua a camminare avanti a noi per farci strada e penso “ma dove sta andando?!”.. Dopo 5 minuti arriviamo a destinazione, la nostra camera si affaccia sul vicolo che conduce al mare, ma è mooolto lontana dal ristorante, dalla piscina e soprattutto dal mare! Ci consegna le chiavi e finalmente la vediamo dentro.. Rimaniamo un po’ delusi al momento, i letti sono due singoli davvero piccoli e la camera è un po’ buia. Non ci perdiamo d’animo e corriamo a vedere il mare greco! Non ho mai amato la spiaggia di sassi ma ero partita già con l’idea di trovarla, quindi alla fine mi sembra anche caratteristica! E’ ora di pranzo quindi al mare non troviamo quasi nessuno, ci sono dei bellissimi lettini in bamboo con ombrelloni di paglia nella spiaggia dell’hotel, la giornata è bellissima e ne approfittiamo da subito. Tutto sembra tranquillo quando ad un certo punto vengo colta da uno spavento micidiale.. A nemmeno 50 Metri sopra di noi sta atterrando un aereo!!!! Eppure l’aeroporto non mi era sembrato così vicino. Un rumore assordante per tutta la giornata. Dopo la giornata al mare rientriamo in camera e ci tuffiamo sotto la doccia, peccato che dopo due minuti la barra che sostiene la tenda mi cada in testa! (Sigh!).. Facciamo finta di niente, mi dico da sola, non roviniamoci la vacanza prima di cominciarla. Andiamo a cena in hotel, non c’è il buffet ma menu standard, ovvero -O QUESTO O QUESTO-! vengono serviti insalata con cipolle e Moussaka (piatto tipico, è uno sfornato di carne e melanzane) non commento perché ho dei gusti difficili in quanto a cucina, quindi sarei ipercritica! Il giorno dopo, finita la colazione (finalmente una cosa buona!! Un buffet davvero ricco di tutto) decidiamo di visitare un po’ l’isola, noleggiamo una macchina tramite l’albergo e partiamo! La prima tappa è la RED BEACH, una spiaggia meravigliosa incavata dentro una roccia rossa, attrezzata di ombrelloni e lettini, peccato che sia già colma di gente alle 9 del mattino.. Però davvero spettacolare. Qualsiasi angolo dell’isola mi rapisce, le cupole blu che tanto ho desiderato vedere, non ho mai visto un cielo così azzurro, nemmeno in cartolina. Faccio foto a qualsiasi cosa, persino a due asinelli liberi in un campo. Ci fermiamo in una caletta, raggiungibile solo con la jeep che abbiamo noleggiato apposta, puoi affittare un lettino e ti costa 6 Euro tutta la mattina, purtroppo non c’è spiaggia ma solo rocce a picco sul mare..Ma in fondo è bello anche così. Per pranzo finiamo al porto Athinios, quello principale dove ogni giorno arrivano un sacco di turisti in traghetto. Ci sono dei ristorantini, un giornalaio ed un negozio souvenir. Riusciamo a mangiare due panini. Nel pomeriggio raggiungiamo il faro, dove è possibile vedere quasi 360° di mare, rimango a bocca aperta. Giriamo un po’ i vari paesini dispersi fra le rocce e torniamo in hotel per cena. Come al solito ci viene servita la solita insalata ed un primo. La sera a Kamari c’è molto movimento, il lungomare è pieno di locali, pizzerie, ristoranti e negozi. Consiglio una felpa per la sera perché noi abbiamo trovato un po’ di freschino. Il giorno dopo, con l’intenzione di rimanere al mare, ci accorgiamo che se non ti alzi alle 7.00 per lasciare un asciugamano sul lettino in piscina oppure al mare (per occupare il posto) non potrai mai trovare un posto libero! Assurdo.. L’hotel dispone di 59 camere ed in tutto in piscina ci saranno una decina di lettini, oltretutto è impossibile sdraiarsi senza lettino perché lo spazio è davvero ridottissimo a bordo piscina. La stessa cosa vale per il mare, i lettini sono a dir tanto dieci ed ovviamente sdraiarsi sui SASSI con solo l’asciugamano risulta un po’ scomodo. Siccome ne io ne il mio ragazzo siamo venuti in vacanza per alzarci alle 7.00 e fare le gare con la clientela tedesca per occupare i posti, decidiamo che la cosa migliore da fare è prendere la nostra macchina e cercarci una spiaggia dove stare tranquilli. Sull’isola non esistono solo i sassi, ci sono spiagge dove è possibile trovare sabbia mista a ciotoli, quindi non sono poi così scomode se si ha solo un asciugamano. Scopro che OIA è il paesino più bello che io abbia mai visto in vita mia - quasi mi commuovo a ripensare a quando, da un bar sulla punta più estrema dell’isola, dominavo il mare e mi sentivo immersa nell’infinito. Il cielo è talmente azzurro che si confonde con il mare. Durante la settimana prenotiamo tramite l’hotel un’escursione in veliero della durata di metà giornata con cena e tramonto a bordo (50 Euro a testa). Partiamo dal porto di Athinios su un veliero bellissimo, facciamo tappa al vulcano sull’isola di Caldera, di fronte a Santorini, un paesaggio lunare di pietra lavica, da cui si può ammirare un’incredibile scenario dei villaggi arroccati sui dirupi di Santorini. Camminiamo per 20 minuti sotto un sole cocente e 30° e ci troviamo di fronte ad alcune aperture dalle quali fuoriesce vapore sulfureo. Ritorniamo tramortiti sul veliero, poco dopo ci danno la possibilità di fare un bagno in mezzo al mare! Il viaggio prosegue con musiche greche ed un aperitivo prima del tramonto, attracchiamo all’isola di THIRASIA. Un’isola incontaminata, surreale, del resto ha solo 268 abitanti. Sono le 19.00 ma qui tutti cenano nel loro terrazzino fuori casa, a due metri dal mare. La gente qui è povera ma ha un volto sereno, ha una piccola barca con cui si procura del pesce da mangiare, vive senza problemi. Qui non ci sono negozi, solo cani, barche, asinelli per salire i numerosi gradini del “paese” e pace. Questo mi ricordo, un gran silenzio. C’è un piccolo ristorante e un baracchino che vende dei gelati. Ci fermiamo 30 minuti ma mi sembrano un eternità, mi sembra di essere sospesa sulla luna. Assisto ad una scena che mi fa sorridere, un signore rientra dal mare con la sua barchetta e la moglie lo aspetta al molo con il suo cagnolino, non appena arriva entrano tutti e tre nella loro casa. Questa per me è serenità. Torniamo di nuovo sul veliero e il cielo comincia a colorarsi di rosso ed arancione. A bordo ci servono una cena a base di formaggio, moussaka e diverse specialità greche. Finito di mangiare il veliero si ferma in mezzo al mare ed assisto al tramonto più bello della mia vita. Del resto è risaputo che il tramonto di Santorini è uno dei più belli del mondo. Santorini è un’isola che sembra disegnata apposta per gli innamorati, è un luogo avvolto da un velo di magia, fino a quando una persona non ci va non può capire. Purtroppo il nostro hotel non è stato azzeccatissimo, oltretutto negli ultimi giorni mancava l’acqua calda e la corrente andava via ogni ora, un vero distrastro! L’isola però è qualcosa di incredibile. La consiglio a chiunque, è un’isola di libertà, dopo aver visto Santorini nessun luogo mi sembra più caratteristico e nessun cielo mi sembra tanto azzurro.Il giorno 9 Agosto 2007 rientriamo in Italia, con Santorini nel cuore.Da non perdere assolutamente: Oia, il faro, se ti piace il movimento e la vita mondana Thira, la cattedrale ortodossa e la red beach. Ovviamente non perdetevi il tramonto visto da Oia!!! Buon viaggio!!!

lunedì 25 maggio 2009

CROCIERA AI CARAIBI

Non c'era una ragione particolare per partire, se non…un meritato riposo. Una ragione che ci è parsa sufficiente per prenotare addirittura una crociera ai Caraibi, dal nome promettente: "Magia delle Antille". E' così che il 6 aprile, in due coppie, siamo partiti dall'aeroporto di Verona, in direzione Pointe à Pitre, Guadalupa, ovvero sud del mondo, per meglio dire: caldo, finalmente! La nave che ci ospita, è meglio di un albergo a cinque stelle, sia per il servizio, davvero eccellente, sia per il cibo, inimmaginabile per quantità e qualità. Il motto dei passeggeri è, infatti: 7 chili in 7 giorni e noi non ci siamo sentiti di smentirlo.Dopo un giorno in navigazione nel mare dei Caraibi, lunedì mattina approdiamo sull'Isola Catalina, nella Repubblica Dominicana. La spiaggia è un sogno, solo sabbia e palme, come si vede nei cataloghi di viaggio o nella pubblicità di una crema solare, che ritorna ogni anno sulle nostre tv; se non fosse per l'eccessiva presenza di turisti: siamo sbarcati in 1600 persone su un'isola di circa 10 Km quadrati, tutti distesi su una spiaggia privata di poche centinaia di metri.Noi scegliamo di isolarci un po' dalla massa di croceristi, per distenderci sotto una palma; ci concediamo però il lusso dello sdraio; ed anche di partecipare al buffet della nave, organizzato sulla spiaggia in una struttura in legno, ben inserita nel paesaggio. L'acqua è così trasparente e azzurra da sembrare una piscina tranquilla. Cominciamo bene… A pochi metri dall'acqua, una serie di casupole ospita diversi negozietti locali, anche se sembrano più a delle bancarelle. Infatti, si può trattare il prezzo e portare a casa dei meravigliosi quadri batik, non facili da trovare altrove.La seconda tappa del viaggio ci porterà a Tortola, nelle isole Vergini Britanniche. Scendiamo a terra e scegliamo di gironzolare in città, anche se questa parola è davvero troppo per quest'isola. Road Town ,il centro principale,ha un soloangolo turistico, dove casette in legno tinteggiato con colori pastello, in finto stile creolo, ospitano negozietti piuttosto cari, dove di caratteristico c'è ben poco. Scegliamo quindi di andare in spiaggia sulla costa settentrionale dell'isola. Prendiamo un taxi locale che per 5 dollari a testa ci porterà a Cane Garden Bay, e per altri 5 ci riporterà indietro nel pomeriggio. La guida dei taxisti è un po' spericolata, ma offre il vantaggio di frequenti soste per ammirare il paesaggio. La sabbia della spiaggia è bianchissima e, anche qui, ci sono solo palme, senza neanche le sedie sdraio. Il mare è mosso, siamo infatti sull'oceano Atlantico, ma è meraviglioso; in pratica ci si fa il bagno accanto ai cormorani, che si tuffano nell'acqua per procurarsi i pesci. Vicino ad un albergo, proprio sulla spiaggia, ci sono dei negozietti e delle bancarelle con manufatti locali…e non. In una di queste, per 1 dollaro, puoi farti scattare una fotografia con un berretto reggae inclusivo di finti capelli rasta, e canna in bocca (ovviamente spenta!!!). Nel pomeriggio torniamo verso la nave e gironzoliamo un po' per le strade dissestate di Road Town. In un negozio locale, che ci ha indicato un poliziotto, compriamo dell'acqua; se la prendi dal frigo, costa 50 centesimi in più!L'indomani sosta a St. Martin, o Saint Maarten, che dir si voglia. Infatti, una parte dell'isola è francese, l'altra olandese, un raro esempio di convivenza pacifica. Approdiamo a Philipsburg, nella parte olandese, ma decidiamo di spostarci verso la spiaggia per la mattinata. Pare che Orient Bay, sulla costa est della zona francese, sia una delle più belle. Ingaggiamo quindi un taxi, sempre per cinque dollari a testa per farci portare su quella spiaggia. Quando arriviamo, ci chiediamo dove sono le palme e, subito dopo, possiamo anche chiederci dov'è finito il sole! Nel giro di pochi minuti si è scatenato un forte vento e piove. Chiediamo ad un ragazzo del posto quanto durerà il temporale che ci ha sorpreso tra i bar e gli affitta "di tutto" che affollano la striscia di sabbia; gli abitanti ci garantiscono che in mezz'ora tornerà il sole, ma ormai congelati dal vento, decidiamo dopo un'ora di cercare un taxi e abbandonare quella baia dove ci sono più sdrai e ombrelloni che a Lignano in agosto. Approfittiamo per vedere il mercato della capitale olandese, formato da centinaia di bancarelle colorate, appena girato l'angolo di Front Street, la via centrale, dove ci sono chiesette in legno colorato, accanto a case dipinte e casinò luccicanti. Riusciamo a comprare degli ottimi sigari locali e per poco non decidiamo di comprare una videocamera digitale: i prezzi dei negozi d'elettronica sono davvero ottimi qui, e anche quello del Rhum.Mancano tre tappe alla fine del nostro viaggio, ma almeno una promette davvero bene.Domani a S. Lucia, abbiamo infatti prenotato un'escursione organizzata; un lusso che ci siamo concessi solo qui, visti i prezzi di questi giri organizzati! Partiamo con il catamarano direttamente dal porto di Castries, ma il viaggio, seppure emozionante per il mare mosso e l'acqua che imbarchiamo, è deludente per chi sa cos'è un catamarano. Noi siamo in 150 su questa imbarcazione, seduti su sedie di plastica in fila e non c'è ombra di una vela a bordo. La prima sosta è a Marigot Bay, la baia dov'è stato girato il film "Laguna blu". Quando ce lo hanno annunciato, si era creata una tale aspettativa tra noi turisti, che la spiaggia che ci siamo trovati davanti, non poteva non deluderci. Dello scenario del film non c'è più traccia ed è l'unico posto dove fare il bagno in mare è una sfida, anche per noi italiani. Almeno ci siamo comprati un souvenir: un cesto fatto a mano con un unico ramo di palma, strappandolo ad un prezzo di 5 dollari. Ripartiamo dopo venti minuti, più che sufficienti. Dal mare, la vista dei Pitons, due coni vulcanici ora coperti interamente di verde, è magnifica. Approdiamo nel paese di Soufrière per prendere i bus che ci porteranno a vedere S. Lucia via terra. Il villaggio, dove ci fermiamo per la sosta pranzo, ci colpisce per la sua miseria; gli abitanti vivono in catapecchie di legno grandi come una stanza sola delle nostre case, coperte da un foglio di lamiera. Il pranzo è a base di cucina creola e finalmente assaggiamo qualcosa di locale: tonno e platano (una banana dal sapore di patata), riso e fagioli, pollo arrosto e per concludere, gelato al cocco (forse non proprio caraibico). Ripartiamo con la nostra guida verso Diamond Mineral Baths, bagni termali, già scoperti dai Francesi nel 1784 e ora rimessi a nuovo. La fonte sgorga nel bel mezzo della fitta vegetazione di una foresta tropicale e per arrivare alle cascate, si può seguire il sentiero all'interno di un giardino botanico. Lì fanno mostra di sé i fiori più belli che questo clima fa crescere, alternati ad alberi di cacao. Il corso d'acqua che costeggia il sentiero ha un colore insolito: grigio verde. La guida ci spiega che questo colore caratteristico è dovuto ai sali minerali presenti nell'acqua. Dopo la foresta, viene il pezzo forte di questa escursione: una gita all'interno del cratere del vulcano della Soufrière. Non c'è che dire: a pochi metri da noi, l'acqua bolle tra nubi di vapore, mentre delle caprette brucano lì vicino. La visita si interrompe un po' bruscamente, perché c'è quasi un'ora di strada per tornare a Castries e dobbiamo ancora fare sosta nel villaggio di pescatori di Canaries. Gli abitanti del villaggio si animano appena vedono i bus: aria di turisti e di vendite (forse!).Nel complesso un'isola completamente diversa da quelle che abbiamo lasciato, dove il colore predominante è il verde, in tutte le sue sfumature e sono più di quelle che potremmo immaginare.Prima di tornare a Guadalupa, domani saremo a Barbados, l'isola più orientale delle Piccole Antille. Da Bridgetown, contro i progetti fatti la mattina, prendiamo un taxi, ma questa volta ad un prezzo ragionevole: 7 dollari in quattro. La spiaggia verso cui andiamo, ce l'ha consigliata un addetto all'ufficio informazioni: Carlisle Bay. Incredibile: dopo la delusione di ieri, qui l'acqua è di nuovo trasparente e ci sono le palme e addirittura niente turisti. Siamo praticamente gli unici bianchi sulla spiaggia. Ci buttiamo subito in acqua con maschera e tubo per vedere se si riesce a trovare almeno un pesce tropicale (solo per guardarlo ovviamente!). Ed è qui, a pochi metri dalla riva, che abbiamo il nostro primo incontro con gli abitanti del mare: sono pesci azzurri, che nuotano a pelo d'acqua, o tutti neri, con delle righe gialle, che se ne stanno nascosti tra le rocce del fondo, o tutti colorati, come arlecchino (forse è il loro nome) …c'è anche una tartaruga marina (l'ho vista solo io!). Dopo una dormitina sulla sabbia bianca è ora di tornare, a piedi. Il cammino è lungo fino al porto, ma almeno, abbiamo l'occasione di vedere la città: negozi, uffici e moltissime banche, insomma una città come la intendiamo noi. Prima di risalire in nave, facciamo una sosta anche al centro commerciale di Deep Water Harbour, che per la verità ha dei prezzi prettamente turistici e quindi da evitare. Molto pittoresco il Pelican Crafts Village, un centro d'artigianato locale, ma non c'è verso di convincere gli altri a fermarsi anche qui.Domani è l'ultimo giorno…peccato. Si torna al punto di partenza: Guadalupa. Il giro che ci propongono (gratis) ci porta prima a Sainte Anne, a 15 km ad est di Pointe à Pitre, e poi verso una distilleria dell'entroterra, dove ci fanno assaggiare un rhum di cinque anni…Tornando verso il porto, possiamo vedere tutte le piantagioni di zucchero che costeggiano la strada da entrambi i lati e assaggiare i biscottini di manioca, irresistibili. A Morne à l'Eau, bisogna assolutamente vedere il cimitero, un piccolo villaggio a scacchi bianco-neri. Infatti, qui la tradizionale tomba è sostituita da casette, di solito a sei posti, tinteggiate di bianco e nero, che sono i colori del lutto. Una curiosità dell'isola.Terminato il giro, armati di bagagli e regali, è ora di andare all'aeroporto per tornare a casa. La vacanza è già finita; qualcuno si è già messo i vestiti invernali, adatti al clima che ci aspetta in Italia. L'organizzazione impeccabile però, impone che anche il tempo d'attesa in sala d'aspetto non passi senza ragione. Dopo aver risolto il check in senza feriti ed esserci seduti ad aspettare l'inevitabile ritorno, è iniziato il nostro concerto d'arrivederci. Un gruppo di ragazzi con camicia caraibica (uguale a quella hawaiana) ha suonato con lo strumento nazionale delle isole: un bidone in metallo, vuoto, sul cui fondo, ogni curvatura corrisponde ad una nota. Delle ballerine intanto cercavano di coinvolgere noi spettatori in qualche passo di danza, e di far durare così, ancora un po', questa magia dei Caraibi…Nel complesso il viaggio ci e'piaciuto davvero molto,abbiamo nuotato in un mare stupendo ,abbiamo conosciuto un po' la cultura rasta e visto come vivono sulle varie isole ,inoltre abbiamo avuta la fortuna di alloggiare in un hotel viaggiante a 5 stelle!

www.turistipercaso.it

Piccola crociera in Dalmazia


Siamo partiti da Trogir, a nord di Spalato, che abbiamo raggiunto in auto da Trieste (l'autostrada Zagabria- Spalato è nuova e abbrevia molto il viaggio da nord), passando per Fiume, proseguendo sulla costa per Senj e imboccando quindi l'autostrada all'interno. (calcolare ca 5- 6 ore da Trieste)L'imbarcazione che ci accompagnerà nella settimana di crociera è un caicco a motore adattato e ristutturato con cabine doppie con servizi privati per circa 20 persone e il trattamento è di pensione completa. La zona notte è climatizzata. La sistemazione è spartana ma comunque comoda. La barca è fornita di un ponte dove prendere comodamente il sole. Questo tipo di crociere è molto sviluppato sulle coste dalmate e permette di visitare gran parte delle isole più grandi, viaggiando di giorno (non più di 3 ore consecutive) e restando fermi i notte nei porti previsti. Si naviga sempre in vista di terra.Il nostro itinerario prevedeva tappe a Curzola, Lesina, Mljet(Parco Naturale), costiera di Makarska, Ragusa, parte all'andata e parte al ritorno. Durante il giorno si sosta in qualche caletta stupenda per fare il bagno e si ha la possibilità di visitare le cittadine delle isole in cui si fa tappa. Si pranza e si cena in una sala da pranzo aperta su panorami ogni giorno diversi e il viaggio è caratterizzato da relax, silenzio, sole e mare stupendo. Nonostante lo spazio ridotto è garantita sempre un po' di privacy. Io e mia moglie eravamo gli unici turisti di lingua italiana ma ci siamo trovati molto bene in ogni modo, scambiando qualche parola con gli altri partecipanti, in maggioranza di lingua tedesca. La tappa più stancante ma senz'altro più interessante è stata la visita della splendida Ragusa (Dubrovnik), all'estremo sud della Dalmazia. La cittadina è molto particolare e tutta circondata da colossali bastioni. Anche l'isola di Mljet è stupenda con i suoi due laghi salati interni dove si può fare il bagno in un ambiente lussureggiante.Il costo per due persone è stato di ca. 1200 euro a cui bisogna aggiungere gli extra (bevande ai pasti, souvenir, autostrada, benzina e un pernottamento precedente la partenza. La cucina era discreta e, stranamente, basata più sulla carne che sul pesce.Abbiamo percorso tra andata e ritorno ca. 850 km in auto e ca. 450 km in barca, distribuiti nei 6 giorni effettivi di crociera. E' comunque possibile arrivare a Trogir in aereo, con volo da Lubiana (100 km da Trieste) o arrivare a Spalato via mare da Ancona in traghetto.Il tempo è stato sempre bello e sereno e il mare era caldo e apparentemente pulito e limpido. II personale della barca cordiale e affidabile. Alla crociera si può abbinare una settimana su qualche splendida spiaggia e si possono scegliere itinerari diversi che prevedono la visita all'arcipelago delle Incoronate o della costa fra Zara e Sebenico, più a nord.In conclusione una buona idea per trascorrere una settimana in pace fra cielo e mare, immersi in una natura splendida e con l'opportunità di visitare suggestive cittadine cariche di storia e d'arte. Le crociere sono prenotabili direttamente in Internet. 1 euro vale circa 7 Kune e conviene averle in tasca, anche se gli euro sono accettati. Evitare il mese di Agosto.

HAWAII



Partenza il 12 febbraio (mio compleanno) e rientro il 6 marzoeccoci purtroppo tornati al clima padano dopo aver trascorso tre settimane alle hawaii...OAHU - BIG ISLAND - MAUILa prima settimana a O'AHUPer prima cosa devo dire che mi e' piaciuto il contrasto fra 1- honolulu/waikiki (dove tutto è creato per il turista ed anche se è un agglomerato di grattacieli di cemento c’è una bella passeggiata di negozi e ristoranti sul lungomare) 2- la csota (dove vedi spiagge lunghe e grandi con un mare azzurro sempre mosso dalle famose onde delle hawaii e i sufisti che le cavalcano)3- l’interno (natura quasi incontaminata e rigogliosa)Qui ad Ohau, proprio il primo giorno, abbiamo visto una balena, ma poi durante tutta la vacanza, in tutte le isole dove siamo stati, bastava buttare l'occhio all'orizzonte e apparivano come d'incanto....acnhe gruppi di tre balene alla volta! Assolutamente da visitare è hanauma bay dove un vulcano ormai spento e sprofondato in parte in mare ha creato una splendida baia dove e' possibile fare snorkelling. Per evitare che venga completamente rovinata dai turisti la baia rimane aperta solo di giorno e si entra pagando un biglietto di ingresso di 5 dollari a cranio (l'acqua e' gelida!), ma merita di essere visitata...Proseguendo sulla strada costiera dopo hanauma bay si incontra sandy beach, una bella spiaggia dove si puo' praticare il boogie surf ; noi qui ci siamo trovati in spiaggia in compagnia di una foca che e' rimasta sdraiata al sole tutto il giorno in piena libertà...che paradiso!Un altro posto da visitare sicuramente è Pearl Harbour, ma ci sono sempre code lunghissime per vedere il filmato che racconta l’accaduto e successibamente visitare il monumento ai caduti costruito sopra al relitto affondato, così noi ci siamo limitati al museo e al sottomarino lì attraccato.Per il resto è bellissimo anche solo guidare lungo la strada costiera e godersi il paesaggio e il clima; fare un pic nic sulla spiaggia o sui curatissimi prati, oppure fare shopping nei grandi centri commerciali della zona di Waikiki.La seconda settimana a BIG ISLANDpaesaggio completamente diverso..tutta terra lavica neanche un pezzettino di verde, almeno al primo impatto nel tratto di strada fra l'aeroporto di Kahului e la zona di waikoloa dove noi eravamo alloggiati. Qui mi fermo un attimo per fare un appunto sull'hotel HILTON WAIKOLOA VILLAGE ossia la disneyland dell'isola...e' davvero particolare, immenso…pensate che per andare da una parte all'altra dell'hotel c'era a disposizione degli ospiti un trenino monorotaia tipo metrò oppure delle barche molto romantiche che ti trasbordavano di qua e di là....naturalmente in mezzo ad un parco fiorito e curato benissimo con tanto di laguna naturale con delfini, pesci tropicali, tartarughe e poi la chiesetta per chi desidera sposarsi in riva al mare. noi abbiamo visto due matrimoni...altro non vi posso dire se non di andare a vedere sul sito www.hiltonhawaii.com .continuando il giro dell'isola vediamo la cosa più deludente di tutta la vacanza: la città di HILO. Nessuna altra definizione la descrive meglio dell’aggettivo brutta; è praticamente abbandonata a se stessa, la maggioranza dei negozi chiusi e fatiscenti, veramente triste...e per fortuna che noi non l’abbiamo vista quando piove dato che dicono che sia il posto più piovoso delle hawaii !capisco che lo tsunami che qui ha colpito due volte abbia creato gravi disagi, ma veramente non consiglierei a nessuno di visitarla.invece e' assolutamente da fare la passeggiata sul Kilhauea, vulcano attivo, ma non esplosivo dove la lava continua a scorrere a vista d’occhio ci si arriva vicino fino a pochi metri.... il viaggio per raggiungerlo è un po’ lungo e anche la scarpinata ,ma l'adrenalina di arrivare ti aiuta....meglio ancora se ci si va verso sera, provvisti però di una pila...DA NON PERDERE!!! Se volete visitare l’interno dell’isola passate per la saddle road, strada rifatta di recente che passa in mezzo ad una colata lavica enorme ed unisce hilo alla kohala coast. A metà tragitto più o meno vi troverete l’indcazione per raggiungere il complesso astronomico Onizuca. Servirebbe un fuoristrada per raggiungerlo perche’ la strada e’ ripida e di ghiaietta, ma noi ce la abbiamo fatta anche con la nostra mitica Aveo! Lassù l’aria è freschina e quando siamo andati noi c’era anche la neve (sei quasi a 4000 metri) ma la vista è bellissima e il cielo è di un azzurro incredibile.Infine è carina la cittadina di kailua kona per i turisti, se volete e' il posto giusto per alloggiare perché alla sera c’è una bella passeggiata con tanti localini dove fermarsi per cena .La terza ed ultima settimana a MAUIArriviamo all’aeroporto di Kahului e con la nostra macchina a noleggio ci dirigiamo subito verso Kihei dove ho prenotato l’hotel e cosi’ passiamo subito fra i due vulcani che unendosi hanno dato vita a questa isola.E’ qui a Maui che si vedono le balene più facilmente (…ma ne abbiamo viste anche nelle altre isole) ed infatti nei vari lookout della strada costiera è pieno di turisti fermi a scrutare l’orizzonte…non si fanno mai attendere e qui o là affiorano scodando e saltando anche fuori dall’acqua le balene.L’acqua del mare su quest’isola è un po’ piu’ calda e ne siamo felici perché lo snorkelling a Molokini l voglio assolutamente fare. Prenotiamo l’escursione con il gommone (44 dollari a cranio), siamo solo in quattro, meglio cosi’ poca confusione e molti piu’ pesci. In questo vulcano sprofondato in mezzo al mare si è creata una barriera corallina colorata e con un discreto numero di pesci tropicali sono felice di averlo visto in piu’ appena partiti avvistiamo subito a pochi metri da noi una tartaruga marina e poi altre due…al rientro invece ci imbattiamomolto da vicino in una grande balena con balenino al seguito …davvero emozionante!!Il vulcano Haleakala merita una visita per la grandezza del suo cratere ormai spento che dicono potrebbe contenere tutta l’isola di manhattan…Ma merita una visita anche tutta la costa est dell’isola con una strada tortuosa ma veramente bella, a metà tragitto più o meno ci sono le cascate seven pool che come dice il nome stesso formano sette piscine naturali prima di arrivare al mare.Anche qui la strada consigliava l’uso del fuoristrada , ma noi con la nostra Aveo la abbiamo affrontata nel migliore dei modi pur impiegandoci diverse ore per farla tutta... Se volete tornare indietro nel tempo visitate la cittadina di lahaina sulla costa sud ovest dell’isola., il lungomare e’ formato di negozietti stile farwest con portico in legno.Insomma , cos’altro dire? A me le hawaii sono davvero piaciute , certo che uno non deve aspettarsi di trovare un mare maldiviano…PREZZILa prima spesa è stata guida che ho comprato su WWW.IBS.IT molto utile della rough guide scritta da Greg Ward e unica scritta in italiano HAWAII Il costo del biglietto aereo con uno scalo unico a new york da milano (all’andata ci siamo fermati una notte ) ci e’ costato 870 euro a testa.I voli interni li ho pagati circa 50 euro a tratta e acquistati con expedia.Per mangiare se vi accontentate le famose catene americane qui spopolano (mc donalds , burger king , kfc , subways , pizza hut) e con pochi dollari si mangia .Per quanto riguarda l’hotel io ho scelto Aston Waikiki beach a honoluluHilton waikoloa village a Big IslandE Maui Coast hotel a Maui e mi sono trovata bene in tutti e tre sia come posizione che come servizi.L’auto l’ho prenotata con Avis spendendo circa 200 euro a settimana tutto compreso.Attenzione alla polizia perché al mio budget devo aggiungere una multa di 182 dollari per eccesso di velocità…COSA ALTRO DIRE? MAHALO PER AVERMI ASCOLTATO E ALOHA!!!


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Il trading on-line (conosciuto anche con l'acronimo inglese TOL) è la compravendita di strumenti finanziari tramite internet.
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Con queste le nostre vacanze sarebbero migliori!!!!!

MAURITUS: uno smeraldo verde nel meraviglioso blu

La testimonianza di uno splendido viaggio alle Mauritus...

Ciao a tutti,ecco il nostro primo contributo alla rubrica di questo splendido ed utilissimo sito, che noi stessi abbiamo consultato prima di scegliere la meta della vacanza e le modalità in cui farla.La mia fidanzata Elena ed io abbiamo scelto infatti Mauritius come nostra prima meta intercontinentale dopo aver visitato in generale alcuni stati europei e l’Italia.L’esigenza era quella di stare in un paese caldo, provvisto di mare dai fantastici colori, con barriera corallina , ma anche verdissime foreste tropicali e località particolari da visitare.Una settimana quindi per rilassarsi, ma anche per godere di quanto in Europa non è possibile incontrare…Di seguito il resoconto giornaliero:Lunedì 3/3/08 – partenza da milano malpensa (noi siamo di torino).Compagnia aerea VOLARE AIREUROPE. Il viaggio è organizzato dalla RELIANCE TRAVEL soggiorneremo con formula ALL INCLUSIVE presso l’HOTEL VILLAGGIO CALODYNE SUR MER, a gestione italiana, struttura della quale in internet avevamo letto pareri non positivissimi; l’agenzia di viaggi comunque spingeva a non curarsene troppo…Ma torniamo al viaggio: era il nostro primo volo così lungo: oltre 11 ore. Partiamo da Malpensa in orario. Volo decente, ma niente di esaltante. Velivolo nuovo (BOEING 767) ma spazi ristretti tra i sedili e monitor per visione dei film sospesi al centro delle 2 corsie delle 3 file di sedili con il risultato che per vedere qualcosa, chi fosse seduto lato finestrino deve sporgersi molto e scomodamente.Non riusciremo a dormire granche’ a causa degli spazi ristretti e arriveremo abbastanza a pezzi..Scalo a Roma e poi via verso l’Africa. Durante tutto il tragitto (Arriveremo la mattina presto a destinazione…) riceviamo uno snack, la cena e la colazione. Non voglio commentare nel dettaglio la tristezza del cibo fornitoci , ma di certo c’è di meglio, persino sui voli da 2 ore di durata!L’atterraggio all’aeroporto di Port Louis è davvero mozzafiato: si sorvola il blu dell’oceano indiano per poi avvicinarsi alla zona montuosa e del vulcano spento di Mauritius , area verdissima e stupenda godendo dei meravigliosi colori che ci accompagneranno per tutto il soggiorno.Fuso orario rispetto all’Italia + 3 ore. Martedì 3/3/08 …eccoci a Mauritius.Impattiamo immediatamente con il caldo tropicale ma ventilato di quest’isola, già a partire dal tunnel di collegamento con l’aereo. Purtroppo le formalità della verifica passaporti fanno sprecare quasi un’ora.Se c’è una cosa da dire sui Mauriziani è che non sono molto reattivi agli impulsi esterni, insomma si prendono i loro tempi, che a un primo impatto ci lasciano davvero basiti. La cosa però diventerà normalità quando in effetti vedremo che è un modo di fare per questa gente…con i ragazzi autoctoni di servizio al villaggio, con i tassisti e con i commercianti…estenuanti spiegazioni e trattative…e pensare che tutti piu’ o meno parlano sia l’inglese che il francese (sono stati colonia di entrambi questi stati …) .Raccolti i bagagli, fortunatamente tutti arrivati con noi e dopo aver cambiato in rupie gli euro che vogliamo spendere (mossa azzeccatissima perché l’aeroporto è il posto piu’ conveniente per farlo…) ecco che entra in azione la compagnia di “eventi e spettacoli” della RELIANCE TRAVEL…Veniamo smistati e stipati in furgoncini al sole e con aria condizionata spenta.Attendiamo circa altri tre quarti d’ora prima che la matematica dia conforto positivo ai nostri accompagnatori (in 5 non riescono a capire che siamo arrivati già tutti…ma gli indiani non erano i migliori matematici del mondo??? )Finalmente quindi si parte e gli animi addormentati e frustrati si riabilitano un poco alla vista del contrasto meraviglioso dei colori di questa terra…Sterminate coltivazioni di canna da zucchero, foreste tropicali verdissime crescono sulla rossa terra vulcanica dell’isola con lo sfondo di un mare blu e di un sole giallo stupendo: sono i colori della bandiera di questo paese.Immagini si alternano durante il tragitto mostrando anche aspetti piu’ pittoreschi e di vita quotidiana: case dai colori sgargianti e forti , edifici in stile coloniale inglese, baracche fatiscenti e motorini di produzione coreana sullo sfondo di alti palazzi e lungo mare in stile europeo della capitale.Ed ecco uno scroscio di pioggia. Elemento che ci accompagnerà per tutto il soggiorno la mattina prestissimo o la sera tardi…ecco perché la vegetazione qui è così rigogliosa e verde…Arriviamo al villaggio dopo circa un’ora di strada , essendo l’aeroporto a sud e il nostro hotel a nord. Veniamo accolti dal classico gruppo festante di animatori , che intonando musiche tribali ci concedono una salvietta rinfrescante e un cocktail alla frutta di benvenuto.L’impatto è quindi positivo…finalmente ci sentiamo in ferie!Sbrigata la pratica di assegnazione stanze, elena ed io ci rechiamo verso il nostro appartamentino. Infatti il villaggio consta di una serie di villette a schiera a due piani, che circondano una bella piscina, coloratissime fuori e dentro nell’arredamento,.La zona ristorante e bar resta a ridosso della spiaggetta di pertinenza dell’hotel…tutto quindi a dimensione umana e raggiungibile senza scarpinare troppo.Di dotazione di ciascun appartamento, che ha piu’ stanze da letto al suo interno, con un’aria condizionata un po’ scarica, anche un frigo bar (vuoto!).Ci rinfreschiamo e subito costume da bagno e spiaggia, mare e sole!Cocktail di frutta e rhum. Il sole è molto intenso ma un provvidenziale vento non smette mai di soffiare ad alleviare il caldo.La spiaggetta è di ciottoli fini di coralli. Probabilmente riportata. Il mare ha splendidi colori da noi introvabili. Purtroppo l’acqua non è limpidissima a causa proprio del fondale, però è pulita e alla giusta temperatura.Quanto vediamo dal nostro appartamento, che è il piu’ vicino alla spiaggia, ci riempie il cuore di gioia e ci fa stare bene. La laguna che forma la barriera corallina che circonda l’isola e quindi anche il tratto di mare di fronte a noi, è un’ampia area di acqua bassa : la barriera è infatti piuttosto distante e quindi raggiungibile in barca, si può notare l’onda schiumosa dell’oceano che vi si infrange !Ben presto e’ sera. Soddisfatti ci godiamo il tramonto…All’ora di cena l’entusiasmo si placa un po’ e andrà scemando sempre piu’, con il passare dei giorni.Purtroppo una delle gravi note stonate di questo villaggio è il cibo..e pensare che la direzione è italiana!I pasti infatti saranno sempre e monotonamente gli stessi: stesse cose girate e rigirate nelle stesse salse…insomma davvero opprimente e deludente. Mai nessuna novità o alternanza: un servizio mediocre questo , a volte persino insufficiente per varietà e qualità.Patate, pizza, scondito riso pilaf, pesce e verdure sempre uguali e con poca presentabilità! Sempre loro e sempre le stesse per tutti i 14 pasti che erano disponibili!Amici in soggiorno nel villaggio, con i quali 5 non riescono a capire che siamo arrivati già tutti…ma gli indiani non erano i migliori matematici del mondo??? )Finalmente quindi si parte e gli animi addormentati e frustrati si riabilitano un poco alla vista del contrasto meraviglioso dei colori di questa terra…Sterminate coltivazioni di canna da zucchero, foreste tropicali verdissime crescono sulla rossa terra vulcanica dell’isola con lo sfondo di un mare blu e di un sole giallo stupendo: sono i colori della bandiera di questo paese.Immagini si alternano durante il tragitto mostrando anche aspetti piu’ pittoreschi e di vita quotidiana: case dai colori sgargianti e forti , edifici in stile coloniale inglese, baracche fatiscenti e motorini di produzione coreana sullo sfondo di alti palazzi e lungo mare in stile europeo della capitale.Ed ecco uno scroscio di pioggia. Elemento che ci accompagnerà per tutto il soggiorno la mattina prestissimo o la sera tardi…ecco perché la vegetazione qui è così rigogliosa e verde…Arriviamo al villaggio dopo circa un’ora di strada , essendo l’aeroporto a sud e il nostro hotel a nord. Veniamo accolti dal classico gruppo festante di animatori , che intonando musiche tribali ci concedono una salvietta rinfrescante e un cocktail alla frutta di benvenuto.L’impatto è quindi positivo…finalmente ci sentiamo in ferie!Sbrigata la pratica di assegnazione stanze, elena ed io ci rechiamo verso il nostro appartamentino. Infatti il villaggio consta di una serie di villette a schiera a due piani, che circondano una bella piscina, coloratissime fuori e dentro nell’arredamento,.La zona ristorante e bar resta a ridosso della spiaggetta di pertinenza dell’hotel…tutto quindi a dimensione umana e raggiungibile senza scarpinare troppo.Di dotazione di ciascun appartamento, che ha piu’ stanze da letto al suo interno, con un’aria condizionata un po’ scarica, anche un frigo bar (vuoto!).Ci rinfreschiamo e subito costume da bagno e spiaggia, mare e sole!Cocktail di frutta e rhum. Il sole è molto intenso ma un provvidenziale vento non smette mai di soffiare ad alleviare il caldo.La spiaggetta è di ciottoli fini di coralli. Probabilmente riportata. Il mare ha splendidi colori da noi introvabili. Purtroppo l’acqua non è limpidissima a causa proprio del fondale, però è pulita e alla giusta temperatura.Quanto vediamo dal nostro appartamento, che è il piu’ vicino alla spiaggia, ci riempie il cuore di gioia e ci fa stare bene. La laguna che forma la barriera corallina che circonda l’isola e quindi anche il tratto di mare di fronte a noi, è un’ampia area di acqua bassa : la barriera è infatti piuttosto distante e quindi raggiungibile in barca, si può notare l’onda schiumosa dell’oceano che vi si infrange !Ben presto e’ sera. Soddisfatti ci godiamo il tramonto…All’ora di cena l’entusiasmo si placa un po’ e andrà scemando sempre piu’, con il passare dei giorni.Purtroppo una delle gravi note stonate di questo villaggio è il cibo..e pensare che la direzione è italiana!I pasti infatti saranno sempre e monotonamente gli stessi: stesse cose girate e rigirate nelle stesse salse…insomma davvero opprimente e deludente. Mai nessuna novità o alternanza: un servizio mediocre questo , a volte persino insufficiente per varietà e qualità.Patate, pizza, scondito riso pilaf, pesce e verdure sempre uguali e con poca presentabilità! Sempre loro e sempre le stesse per tutti i 14 pasti che erano disponibili!Amici in soggiorno nel villaggio, con i quali spiegazioni o rispondesse alle domande per saperne di piu’ sui luoghi visitati.Semplice conseguenza di questa inadeguatezza è che ciascuno cerca di organizzarsi altrimenti, anche cercando ovviamente di risparmiare. Sulla spiaggia e all’interno del villaggio circolano dei personaggi che organizzano in maniera parallela le escursioni e , tra le altre cose, tali personaggi ci vengono suggeriti anche da personale di pertinenza del villaggio con addosso la t-shirt di Reliance! ;)A questo punto la cosa è chiara: siamo in presenza della solita porcata all’italiana; il villaggio è connivente con questi personaggi e probabilmente ne ricava anche qualche utile , senza essere però direttamente responsabile di tali attività.Inoltre, tale organizzazione parallela bypassa i tassisti che a questo punto vengono tagliati fuori dalle attività di escursioni .Inizialmente ignorando tale circolo vizioso concordiamo con uno di questi personaggi da spiaggia , in seguito alla “soffiata del tutto disinteressata” di uno del personale del villaggio, una gita per l’isola dei cervi per il giorno successivo.Venerdi 7/3/08Ecco che inizia la nostra Odissea.Premetto però che nonostante le nostre disavventure i posti e le località visitate a Mauritius meritano davvero di essere visitati perché meravigliosi , ma è meglio evitare certe organizzazioni e certi villaggi se non si vuole incorrere nelle stesse difficoltà.Come concordato il giorno precedente con l’organizzatore pseudo clandestino, ci presentiamo nel posto previsto per partire alla volta dell’Isola dei Cervi.Il tizio però non si presenterà. Il caro O., così si è fatto chiamare il figuro, non solo non ci farà sapere nulla per tutta la mattinata (resteremo alcune ore sotto il sole , con anche dei bambini e senza alcuna notizia) ma alla fine ci darà pacco completo e noi, sentendo solo alcune voci sul motivo addotte da chi ci aveva “soffiato” il suo nome , comprenderemo che la sua difficoltà sta nel fatto che i tassisti avendo a loro volta saputo della escursione , hanno istituito un bel picchetto e non lasciano passare nessuno.A questo punto rientriamo in villaggio, alterati per il tempo e anche i soldi presumibilmente perduti. Sole e mare nella solita spiaggetta del villaggio in attesa che qualcuno ci rassicuri e ci spieghi.Dopo molte ore il tizio si presenta chiedendo scusa ma garantendo che il giorno seguente lui avrà tutte le carte in regola per portarci a destinazione.Siamo positivi per natura e vogliamo credergli anche perché all’isola dei cervi vogliamo davvero andarci e addirittura al gruppo si aggiungono gli amici Silvia e Roberto e altri ancora.Restiamo al villaggio a riposare, fiduciosi per il giorno successivo, tra gli spasmi e i guaiti di uno degli animatori autoctoni che intona canti tribali (MAH!)La cena avrà il solito triste corso e alle 22 fine dell’ALL INCLUSIVE! ;(Fortunatamente è stato organizzato un diversivo per il dopo cena. Gita DANZANTE a Grand Baie presso il Buddha Club.Arriviamo verso mezzanotte nel locale: carina la sua disposizione, mezza al chiuso e mezza all’aperto. Musica un po’ da hard disco anni ’90. Frequentazione varia , gran parte turisti dei villaggi limitrofi .Sabato 8/3/08Nuova sveglia presto e rieccoci ad aspettare il fantomatico O. per la gita all’isola dei cervi: altra SOLA incredibile! I pulmini che avrebbero dovuto prelevarci e portarci all’isola questa volta arrivano fino alla strada di accesso al villaggio quand’ecco che vengono fermati dai tassisti con annessa rissa e intervento della polizia, chiamata dalla direzione del villaggio e dai tassisti stessi. La polizia afferma che i pulmini non sono autorizzati al trasporto.L’escursione salta e del buon O. anche questa volta nessuna traccia: nuovamente abbiamo atteso invano, con dei bambini al sole il suo arrivo.Indignati ed arrabbiati questa volta ci incavoliamo con gli assistenti Reliance (la soffiata ad organizzarci in questo modo ce l’ha data uno di loro…). Ma ecco l’ulteriore caduta di stile della direzione del villaggio e della Reliance, i cui assistenti, donna, si dimostreranno alle volte addirittura strafottenti e facilmente irritabili.Come ci aspettavamo sia loro che il direttore del villaggio se ne lavano le mani palesando il fatto che la cosa non era organizzata secondo i crismi dell’organizzazione Reliance e che loro non conoscono questo O. (ma come… la soffiata ce l’ha data uno di loro!!)In ogni caso invitiamo il direttore ad intercedere almeno per farci riavere i soldi.Il risultato però è evidente: un’altra mattinata persa e niente isola dei cervi.Dopo l’ennesimo pasto gramo, come dal nulla , appare l’etereo Ottavio che, circondato da noi turisti gabbati, restituisce i soldi a tutti chiedendo scusa, anche perché minacciato pesantemente.Fatalità poi vorrà che , non appena avremo recuperato il maltolto il direttore del villaggio sarà ad aspettarci all’angolo per chiederci se tutto era sistemato : e meno male che lui i riferimenti del tipo non li aveva!! Quando si dice il caso….Nel pomeriggio, con Silvia e Roberto decidiamo di giocarci una carta alternativa. Ci rechiamo con il taxi presso il giardino botanico di Pamplemusse e al mercato di Port Louis.Il giardino è davvero fantastico. Abbiamo visto specie di cui non sapevamo nulla, oltre a ridere come matti grazie ai commenti in italiano maccheronico della guida.Tartarughe giganti e cerbiatti concludono la passeggiata di un’ora immersi tra palme giganti, fiori di loto, essenze , fiori speciali ecc ecc…Port Louis invece è una cittadina moderna: palazzi alti e mcdonald in bella vista. Il mercato che si svolge lungo una via parallela al lungomare è invece un misto sonoro di odori, colori e gente comune.Ci imbuchiamo in questa strada consci di assaporare in questo momento uno scorcio di vita quotidiana dei mauriziani di città.Compriamo gli ultimi souvenir all’interno del suk , contrattando come forsennati sui prezzi e sulla via del ritorno acquistiamo anche del rhum, a un prezzo tre volte minore di quanto venduto al villaggio.Il tassista che ci ha accompagnato ed aspettato ci racconterà alcune cose importanti del suo paese e del suo popolo: la tradizione francese di colonia, per poi divenire feudo inglese, di qui la loro lingua creola, la guida delle vetture a destra, le feste delle divinità indu’ e , in ultima analisi, la convivenza che pare qui realizzata senza apparenti difficoltà tra persone che credono religioni diversissime quali l’indu’ , la musulmana, la cattolica e la cinese.Domenica 9/3/08Finalmente l’isola dei cerviCon tutti gli amici del villaggio arriviamo a Trump d’eau doux in taxi. Espletate le formalità per farci portare a visitare le cascate, l’isola e mangiare l’aragosta ci imbarchiamo su un motoscafo che ci porta a tutto gas fino alle cascate di un fiume che si getta nel mare creando un’insenatura dalla foce in stile tropicale. Facciamo le foto di rito e sbarchiamo sulle cascate stesse arrampicandoci stile LOST…uno splendido arcobaleno ci saluta.Poi tutti all’isola dei cervi, nella quale risiede un villaggio con annessi campi da golf!!Mare coloratissimo. Bagno e poi pranzo sulla spiaggia retrostante dell’isola con aragoste, pesce, pollo , insalate e l’immancabile rhum.Pace e sole a volontà.Si rientra… finalmente missione compiuta!Lunedì 10/3/08Ormai il tempo stringe. Ci manca lo snorkeling all’Ile Plate e all’isola di Gabriel sulle relative barriere coralline.Con il solito gruppo di amici partiamo presto con l’organizzazione del villaggio e accompagnati da uno degli animatori , Lino.Appena siamo in mare aperto ci rendiamo conto della violenza dell’oceano indiano, anche quando è calmo. In molti malediranno di aver fatto colazione (mi raccomando non mangiate né bevete nulla se prevedete un bel giro in pieno oceano…)Il paradiso a cui approdiamo però ci rende felici per le sofferenze vissute.La coloratissima barriera corallina ci accoglie con i suoi variopinti abitanti animali e non.Calde acque e sole intenso contornano isolotti candidi sui quali sdraiarsi dopo il volo sui coralli.Finalmente tutto è compiuto.Soddisfatti rientriamo. Trascorreremo gli ultimi istanti di vacanza in compagnia di nuovi amici , godendoci il sole, l’odore del mare e i colori di questo bellissimo paese che porteremo sempre con noi.Mauritius è bellissima, godetevela in ogni suo aspetto.Fidatevi dei consigli di chi ci è già stato e scrive su questa rubrica. Evitate di ripetere le esperienze spiacevoli che abbiamo vissuto noi e vivete con uno spirito positivo questo smeraldo nell’oceano indiano. Non ne tornerete delusi.